La divisione Venture di BSEIF ha pubblicato la sua dichiarazione iniziale, il terzo lavoro ufficiale di ricerca divisionale diffuso dall’associazione dopo quelli di Digital Infrastructure e di Infrastructure & Transport Logistics. Redatto da Riccardo Gilli, Head of Venture, il documento definisce il contesto, i colli di bottiglia e gli ambiti del lavoro della divisione sulle società early-stage che sviluppano l’hardware, i materiali e il software alla base dell’energia e delle infrastrutture.
Il punto di partenza è che lo sviluppo delle infrastrutture dipende sempre più da hardware che richiede anni e ingenti capitali per arrivare sul mercato, e il venture capital è uno dei pochi canali che lo finanziano nella fase più rischiosa. Nel 2025 questi finanziamenti si sono mossi in una direzione insolita. Gli investimenti venture e growth nel climate tech sono cresciuti dell’8%, a 40,5 miliardi di dollari, mentre il numero di operazioni è sceso del 18% e i finanziamenti seed del 20%. L’Europa è andata in controtendenza, con investimenti in calo del 13% a 10,1 miliardi di dollari, mentre gli Stati Uniti sono cresciuti del 27%. Gli investitori, osserva il documento, puntano su un piccolo gruppo di leader di categoria più che sui nuovi entranti.
Da questo contesto discendono due colli di bottiglia. Il primo sono le catene di approvvigionamento fisiche: i trasformatori di potenza registrano una carenza di mercato del 15% nel 2026, e in Italia i progetti con un accordo di connessione ma non ancora in esercizio equivalgono al 169% della capacità installata del Paese. Il secondo è il capitale. Nel 2025 il deeptech ha raggiunto il record del 32% del venture capital europeo, eppure solo il 54% dei finanziamenti nei round deeptech europei superiori a 15 milioni di dollari proviene dall’Europa, contro l’80% negli Stati Uniti. Il lungo percorso verso l’exit fa da filtro su entrambi, e poiché le acquisizioni hanno rappresentato l’89% delle exit nel climate tech nel 2025, la divisione si chiede fin dall’inizio chi potrebbe acquistare una società, quando e a quale valore. Le politiche pubbliche e la ricerca della sovranità tecnologica incidono su tutti e tre.
La ricerca sarà organizzata in cinque ambiti: tecnologie per l’energia; hardware industriale e materiali; infrastrutture digitali e spaziali; software per gli asset fisici; e, come ambito secondario, società in fase di crescita e operazioni. Ogni paper segue gli stessi cinque passaggi, dal contesto settoriale e macroeconomico al collo di bottiglia, ai flussi di capitale e allo scouting delle start-up, fino a una valutazione sull’exit. I primi due paper li applicano alla gestione del calore in orbita, man mano che satelliti e data centre orbitali assorbono più energia, e al nuovo combustibile nucleare europeo, un ambito in cui la Russia ha fornito ancora il 22,6% dei servizi di arricchimento consegnati alle utility dell’UE nel 2025.
La dichiarazione fissa inoltre gli impegni della divisione. I primi paper sono attesi prima dell’evento di BSEIF di metà novembre 2026. I lavori saranno esaminati da altri membri e dall’Head of Venture prima della pubblicazione; ogni dato riporterà fonte e data; stime, previsioni e le valutazioni delle start-up elaborate dalla divisione saranno indicate come tali; e gli errori sostanziali saranno corretti in una nuova versione datata. I paper rappresentano l’analisi dei rispettivi autori e della divisione, non l’opinione di aziende, fondi, sponsor o ospiti, e non costituiscono consulenza finanziaria.
Il documento completo è disponibile nella sezione Ricerca, alla voce Venture. Può essere letto sul sito, aperto separatamente o scaricato in PDF.
