La divisione Infrastructure & Transport Logistics di BSEIF ha pubblicato la sua dichiarazione iniziale, il secondo lavoro ufficiale di ricerca divisionale diffuso dall’associazione dopo quello di Digital Infrastructure. Redatto da Leonardo Gatti, Head of Infrastructure & Transport Logistics, il documento definisce il contesto, il perimetro e gli standard del lavoro della divisione su aeroporti, porti, ferrovie, strade e sulle strutture logistiche che li collegano.
Il punto di partenza è che le infrastrutture di trasporto vanno giudicate due volte: per il servizio che offrono e per i flussi di cassa che i loro proprietari possono attendersi. Le due cose non sempre coincidono. L’aeroporto di Catania–Fontanarossa ha servito circa 12,5 milioni di passeggeri nel 2025, eppure il suo gestore ha registrato circa 28 milioni di euro di EBITDA nel 2024, contro i circa 77 milioni del gestore dell’aeroporto di Napoli, che serve un numero di passeggeri simile. Il documento vede in questo scarto la ragione per cui il tema merita di essere studiato: il valore creato da una rete non va necessariamente a chi la finanzia o la gestisce.
Da questa premessa discendono tre test, che la divisione applicherà a ogni asset che studia. Il primo chiede se la rete sostenga la domanda ipotizzata, e il documento ricostruisce come la crisi dello Stretto di Hormuz abbia rivalutato le rotte container in modo diseguale, con la tariffa spot dall’Estremo Oriente alla costa orientale degli Stati Uniti salita da 2.651 a 11.512 dollari per container da 40 piedi. Il secondo chiede a cosa diano diritto proprietà e contratto, e per quanto tempo, con la cessione della maggioranza di SAC e la vendita dei porti proposta da CK Hutchison come casi di studio. Il terzo chiede quanto costi costruire e finanziare l’asset, e chi ne sopporti il rischio. La regolamentazione incide su tutti e tre.
La ricerca sarà organizzata in cinque ambiti: aeroporti e infrastrutture aeronautiche; porti, infrastrutture marittime e corridoi commerciali; ferrovie, strade e collegamenti intermodali; infrastrutture logistiche e catene di approvvigionamento; e operazioni, concessioni e finanziamento delle infrastrutture. I primi paper dovrebbero riguardare i sistemi aeroportuali del Sud Italia e gli investimenti portuali nel Sud-est asiatico.
La dichiarazione fissa inoltre gli impegni della divisione. La ricerca sarà esaminata e discussa dai pari prima della pubblicazione; ogni dato riporterà fonte e data; previsioni di traffico, stime di sinergie e rendimenti attesi saranno tenuti distinti dai risultati osservati; e gli errori sostanziali saranno corretti in una nuova versione datata. I lavori rappresentano l’analisi dei rispettivi autori e della divisione, non le opinioni dell’Università Bocconi, di aziende, autorità pubbliche o sponsor, e non costituiscono consulenza finanziaria.
Il documento completo è disponibile nella sezione Ricerca, alla voce Infrastructure & Transport Logistics. Può essere letto sul sito, aperto separatamente o scaricato in PDF.
