Skip to content
Ricerca

Energy pubblica la sua dichiarazione iniziale

La divisione Energy ha pubblicato la sua dichiarazione iniziale, il quarto lavoro ufficiale di ricerca divisionale diffuso da BSEIF. Il documento presenta come la divisione studierà l’allocazione del capitale, la sicurezza energetica e l’economia della transizione energetica, e i cinque ambiti di cui si occuperà.

La divisione Energy di BSEIF ha pubblicato la sua dichiarazione iniziale, il quarto lavoro ufficiale di ricerca divisionale diffuso dall’associazione dopo quelli di Digital Infrastructure, Infrastructure & Transport Logistics e Venture. Redatto da Antonio Puliafito, Head of Energy, il documento definisce come la divisione studierà l’allocazione del capitale, la sicurezza energetica e l’economia della transizione energetica.

Il punto di partenza è che un investimento energetico può essere giustificato per un Paese e fallire comunque per chi lo finanzia, e che è vero anche il contrario. Le somme in gioco rendono rilevante la distanza tra questi due esiti. L’Agenzia internazionale dell’energia prevede che gli investimenti energetici globali raggiungano i 3.400 miliardi di dollari nel 2026, con la spesa legata all’elettricità vicina al 60% del totale. Si tratta però di stime di spesa in conto capitale, che non dicono nulla sui rendimenti che quel capitale otterrà. La domanda che la divisione si pone è quindi più circoscritta: quali asset attraggono capitale, a quali condizioni, e quali rischi restano all’investitore una volta firmati i contratti.

Il documento risponde in quattro passaggi. Legge ogni asset come parte di un sistema, usando il trilemma del World Energy Council (sicurezza, equità e sostenibilità) senza trasformarlo in una classifica delle tecnologie. Tratta la sicurezza energetica come un’affermazione che richiede tre precisazioni: l’interruzione da cui protegge, il periodo per cui la protezione serve e chi ne sostiene il costo. Costruisce il caso finanziario partendo dalle ipotesi operative e dagli accordi commerciali, prima di arrivare alla valutazione, con la cessione del 20% di Plenitude da parte di Eni come caso di studio: l’operazione ha valutato l’equity 10 miliardi di euro e ha portato a Eni, in quanto venditore, 2 miliardi di euro, che non equivalgono a 2 miliardi di nuova capacità di generazione. Infine, tratta la regolamentazione come parte dell’economia di un asset. La prima asta MACSE di Terna per la capacità di stoccaggio, tenuta il 30 settembre 2025, ha assegnato 10 GWh a un premio medio ponderato di 12.959 €/MWh-anno, circa il 65% sotto il premio di riserva. Se questo lasci margine sufficiente per il rischio di costruzione e il degrado delle batterie è la questione che la divisione esaminerebbe prima di esprimere un giudizio.

La ricerca sarà organizzata in cinque ambiti: petrolio, gas e mercati globali dei combustibili; generazione elettrica ed energie rinnovabili; reti, stoccaggio e flessibilità; elettrificazione e decarbonizzazione industriale; e strategia aziendale, operazioni e finanziamenti. Finanziamento, regolamentazione ed esposizione geopolitica attraversano tutti e cinque. Il documento descrive poi il lavoro congiunto con ciascuna delle altre divisioni. Il legame più diretto è con Digital Infrastructure, dato che l’Agenzia internazionale dell’energia prevede che il consumo elettrico dei data centre più che raddoppi, arrivando a circa 945 TWh entro il 2030, e un primo studio congiunto potrebbe chiedersi se un progetto di espansione di un data centre riesca ad assicurarsi l’energia nei tempi richiesti.

La dichiarazione fissa inoltre gli impegni della divisione. I paper saranno costruiti attorno a domande precise e discussi prima della pubblicazione, e la produzione non sarà mai aumentata a scapito della revisione. La divisione adotta gli standard della dichiarazione di Digital Infrastructure: ogni dato riporterà fonte e data, stime e previsioni saranno indicate come tali, ogni paper dichiarerà la data di aggiornamento dei dati, e gli errori sostanziali saranno corretti in una nuova versione datata. I paper rappresentano l’analisi dei rispettivi autori e della divisione, non l’opinione dell’Università Bocconi o di aziende, relatori o partner, e non costituiscono consulenza finanziaria.

Il documento completo è disponibile nella sezione Ricerca, alla voce Energy. Può essere letto sul sito, aperto separatamente o scaricato in PDF.